Salvati da sola, bambina

Per 29 anni ho creduto di aver incontrato la cattiveria, ciclicamente o a sprazzi. Magari nel veleno sputato da chi credevo amico, nel commento acido di uno sconosciuto, nell’indifferenza di chi avrebbe potuto aiutarmi. O, più semplicemente, nell’insofferenza di chi avrebbe potuto evitare di farmi del male. 

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E invece mi sono accorta che non avevo incontrato un bel niente. La cattiveria, quella vera e senza pudore, ti atterra e ti spezza il fiato. Ti lascia incapace di pensare e ripensarti lucidamente. Sposta il tuo focus, annienta il tuo equilibrio e ti disarma. Perché la cattiveria, quella vera, non è da tutti. E chi non sa ferirne, non sa nemmeno perirne.

Personalmente, la cattiveria vera mi ha sconvolto il giorno e reso insostenibile la notte. Mi ha fatto svegliare in preda a un terrore senza incubi e con un peso sul petto impossibile da dissipare. Mi ha fatto pensare di lasciare tutto, agognare un’apatia che mi rendesse incapace di provare la benché minima emozione. La cattiveria, quella vera, becera e sporca, ha provato a togliermi tutto.

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Poi un giorno, stanca, attonita, ferita e grigia dentro mi sono detta: “Ora basta”.
Perché a quest’età lo sai. Sai che non ci sono principi azzurri, cavalli bianchi, happily ever after, geni della lampada o fate madrine.

A quest’età lo sai che la scelta è solo una: salvati da sola bambina, o non ti salverà nessuno.

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E allora ho iniziato a pensare che dietro quella cattiveria vera, cruda e senza pudore, si nasconde una persona. Piccola, insignificante e nera dentro. Una parvenza d’essere umano condannata a convivere con la cattiveria che gli macera l’anima. Per l’eternità.

Poi ho smesso di pensare agli altri. E ho pensato a me stessa. Ho pensato che non è nel potere di nessuno, se non nel mio, annientarmi, lasciarmi senza fiato, spararmi al centro esatto dell’anima e scompormi in mille improbabili pezzi.

Perché alla cattiveria, a quella vera, non c’è miglior risposta se non quella di un sorriso misto ad una fugace alzata di spalle. Perché sorridere? Perché mai, e dico mai, nella vita tu potrai toccare un punto cosi basso. Mai la tua vita toccherà fondi così meschini.
Semplicemente, i tuoi polmoni non sono stati progettati per sprofondare in quei meandri lordi e sudici tipici dell’animo umano corrotto.

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Me lo sono detta forte, ma so che dovrò appuntarmelo da qualche parte nella mente per non dimenticarlo mai: non c’è evento che possa confonderti, bastone capace di inceppare le tue ruote, soffio di vento che scombini abbastanza le tue carte tanto da non poter ricomporre di nuovo il mazzo.
Perché mai, mai, mai nella vita, permetterai a un’insignificante sottoparticella dell’universo di deviare la traiettoria che ogni giorno disegni per te stessa, con fatica, gioia e determinazione.

giphy

Devi solo sorridere, ricordare te a te stessa, augurare il meglio e proseguire per la tua strada.

E, sopratutto, non dimenticare mai che la cattiveria, quella vera, becera, sporca e senza pudore, presto o tardi, il sonno lo toglie proprio a chi ti ha fatto del male.

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