Una busta bianca

Una busta bianca

Lei aveva spedito la busta bianca qualche giorno prima. Era partita nel silenzio di una mattina d’aprile insolitamente afosa, insieme alle altre 149 buste bianche.

Quasi poteva vederla: la sua segretaria l’avrebbe sbattuta sulla scrivania di lui, nel caos delle mille scartoffie con cui era costretto a barcamenarsi ogni giorno.

Lui avrebbe saputo subito di cosa si trattava. Ma non l’avrebbe toccata per ore. Un po’ come si fa con quei problemi che è troppo complicato affrontare subito. Avrebbe fatto trascorrere la sua giornata nella solita corsa verso un traguardo non meglio precisato per poi ritrovarsi, a fine giornata, spossato, con le labbra secche e le ossa doloranti.
Poteva vederlo: seduto alla scrivania, le mani intrecciate sulle tempie, la schiena china ad affrontare quella grana travestita da innocua busta bianca.

A lei scappò un sorriso: chissà quante maledizioni le avrebbe lanciato nel silenzio di quell’ufficio vuoto.

Lui avrebbe sospirato, avrebbe alzato la busta al cielo per saggiarne il contenuto alla luce di quel lampadario inutilmente costoso. Giusto per scacciare anche il più infinitesimale dei dubbi. Quand’anche l’ultimo scampolo d’illusione avesse smesso di prenderlo a schiaffi, si sarebbe deciso ad aprirla. Con cura, lei lo sapeva, con quei gesti meticolosi e fermi che si riservano ai testi antichi. Un elegante rettangolo bianco sarebbe scivolato impertinente fuori dalla busta e direttamente tra le mani di lui.
Lei quasi percepiva il fruscio di quella carta che le era costata tre settimane d’incertezza. La sentiva vibrare sotto il calore dei respiri di lui.

Lui avrebbe riconosciuto immancabilmente il tocco di lei. Non avrebbe voluto, ma tutto le avrebbe parlato di lei: in quelle linee semplici eppure non scontate, nel colore calmo eppure vulcanico. E anche se non l’avrebbe degnato di uno sguardo, anche il nome dell’altro gli avrebbe fatto pensare al viso di lei.
Ci sarebbe stato un ristorante arroccato da qualche parte su un’isola della Grecia, una notte in un bosco, fradici sotto la luna piena dopo la tempesta. Ci sarebbe stata una stradina di un borgo francese, dannatamente troppo stretta per l’auto di lui. Ci sarebbero state carezze e lacrime. Baci e sospiri. E tante risate. Troppe perché i suoi ricordi possano contenerle tutte.
Ci sarebbe stato tutto questo davanti agli occhi sbarrati di lui. Pensieri così intensi da perseguitarlo per tutta la settimana successiva e che poi si sarebbero sciolti al sole d’estate. Per ripresentarsi poi puntuali a settembre, mentre lui sarebbe stato intento a darsi l’ultima, veloce, sistemata alla cravatta. Poco prima di entrare in chiesa.
Lei sarebbe stata esattamente come la ricordava: troppo bella per farla stare male. Troppo pura per scalfirla in eterno con la sua anima ormai dannata.
Cosa sarebbe accaduto se i loro sguardi si fossero incrociati prima del fatidico momento?
Avrebbe avuto la forza di consegnare al loro silenzio di fuoco che quella vita che le aveva negato così tante volte, ora che c’era un altro a promettergliela di fronte a 150 persone, l’avrebbe finalmente tirata su dal niente? Avrebbe preso tutte le stelle e ne avrebbe fatto una strada illuminata e, dopo averla presa tra le sue braccia, l’avrebbe condotta a casa loro, dove l’universo la voleva. Dove doveva volerla, dannazione.

Sono pronto, le avrebbero detto quegli occhi. Sono qui. Non è troppo tardi. Ma lui sapeva che in realtà lo era. In quel cuore sbrindellato eppure mai vinto di lei, lo era.

A ricordarglielo c’era un’intera busta bianca. Bianca come le pagine che non aveva saputo scrivere insieme a lei.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...